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L'educazione, Tara Westover

Autobiografia

L’educazione è un libro pazzesco e tragico (perché autobiografico). È la storia di Tara, una ragazza nata in una numerosa famiglia mormona, in un luogo sperduto tra le montagne dell’Idaho. Questo libro è soprattutto la storia di emancipazione più potente che abbia mai letto. Parlare del “L’educazione” è davvero difficile senza incappare in sgraditi “spoiler” perché sono le esperienze e gli incontri di Tara ha definire il suo percorse e rivelarveli sarebbe quantomeno inopportuno.

Questo libro tratta un’enormità di temi rilevanti: la salute mentale, la violenza, la violenza domestica, la violenza psicologica, i rapporti famigliari, il pericolo del fondamentalismo religioso e infine ovviamente la forza emancipatrice dell’educazione, come mezzo e appiglio (letteralmente) verso una vita più luminosa. Questo libro non racconta solamente una storia degna di nota ma è soprattutto un libro scritto benissimo, un viaggio interiore dettagliato e complesso, a tratti doloroso e a modo suo liberatorio. Di tutto quello che ho provato leggendo il libro (spesso molta rabbia) mi ha colpito la dignità e l’assenza di rancore che l’autrice riesce a trasmettere, non sfociando mai in atteggiamenti vittimistici e colpevolizzanti. Davvero, un capolavoro!

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“Le altre bambine non mi parlavano quasi mai, ma mi piaceva un sacco stare con loro. Adoravo la sensazione di conformità. Imparare a danzare era come imparare a far parte di qualcosa. Potevo memorizzare i movimenti e in questo modo entrare nei loro pensieri, fare un balzo quando lo facevano loro, alzare le braccia a tempo con loro. Certe volte, quando guardavo lo specchio e vedevo il groviglio delle nostre figure roteanti, non riuscivo a distinguermi subito in mezzo al gruppo. Non importava se indossavo una maglietta grigia ed ero un’oca in mezzo ai cigni. Ci muovevamo insieme come un unico stormo.”

Citazione